POLIUTO
TRAGEDIA LIRICA IN TRE ATTI
Ita
S5
& MILANO, F. LUCCA.
' 3023
5 -? ~
POLIUTO
TRAGEDIA. LIRICA IN TRE ATTI
DI
SALVATORE CA1IMARAHO
MUSICA DI
DA RAPPHESENTARSI
NEL R. TEATRO ALLA SCALA
L'Autunno 1866
MILANO
COI TIPI DI FRANCESCO LUCCA.
Diritti di traduzione, ristampa e riproduzione riservati.
Il subbietto dì questo lavoro è storico, e Pietro Corneìlle
ne trasse il suo Polyeucte : l'indole del dramma musicale
troppo diversa da quella di una tragedia, non mi permise
di seguire che poche tracce dell' Eschilo francese. Pure,
quanto il consentiva la scarsa latitudine a me conceduta ,
mi studiai che la morale vi si mostrasse in tutta la sua
luce. Quindi a lato delle pia sublimi virtù cristiane , di-
pinsi nel personaggio di Callistene, e come ombre del qua-
dro, gli errori, e l'empietà del paganesimo, Se questa lirica
tragedia (che io dettava prima dei Martiri di ScribeJ verrà
dall'universale aggiudicata nuda affatto d'ogni altro pregio,
non le sarà contrastato, ne son certo, il primo a cui mirar
dovrebbe ciascun autore drammatico, lo scopo morale.
SALVATORE C AMMARANO.
1SB. Alcuni versi di questo Melodramma, che parve condannato
all'oblio, lecer mostra di sè in altri miei lavori; era ovvio sosti-
tuire ai menzionati altri versi, ma ciò poteva nuocere alla musica,
ed è in rispello di essa, e dell' insigne, quanto infelice amico, che
ne fu T autore, se io lascio la poesia qual fu in origine invocando
air uopo la pubblica indulgenza.
PERSONAGGI ATTORI
SEVERO, proconsole . . . Sig. Mommi Gustavo
FELICE, governatore di Mitilene Sig. Archinti Gaetano
POLIUTO, magistrato e sposo di Sig. Bulterini Carlo
PAOLINA, figlia del governatore Sig.a Bianchi Adele
CALLISTENE , gran sacerdote
di Giove Sig. Rossi- Galli Enrico
NEARGO , capo dei Cristiani ,
d'Armenia ...... Sig. Venanzi Francesco
Un Cristiano Sig. Bertoni Pietro
CORI E COMPARSE
Cristiani — Magistrati — Sacerdoti di Giove
Popolo Armeno — Guerrieri Romani.
L'avvenimento ha luogo in Mitilene, città capitale dell' Armenia,
nell'anno 257 di nostra salute.
ATTO PRIMO
il Battesimo.
SCENA PRIMA.
Tenebrose caverne: sull'alto un forame donde ha principio una
scala intagliala nella rupe, per cui si discende; nel davanti
ingresso ad uno speco , del quaie scorgesi poca luce rossastra.
Molti gruppi Cristiani, altri in capo alla scala,
altri ascendendo, altri nel piano.
Coro
Parte iScendiam...
II. Silenzio...
III. Silenzio...
• IV. Immerso
Tutto nel sonno è 1' universo...
V. Da questo ignoto, profondo speco
A. palesarci non sorga un eco.
TtJTTl (dopo esser discesi)
Ancor ci asconda un velo arcano
All' empio ferro che ne minaccia.
Il giorno forse non è lontano
Che fra i martiri al mondo in faccia,
Per noi la prece, con labbro esangue,
Al Re de' cieli s'innalzerà:
E più del labbro, il nostro sangue
Del Dio vivente favellerà.
(entrano silenziosi nello speco)
8 ATTO
SCENA II.
Politilo, Hearco. Poliuto discende il primo , fa alcuni
rapidi passi verso lo speco quindi si arresta gettandosi
nelle braccia di Nearco.
Nea. Tu sei commosso!
Pao. È ver... Sul capo mio
L' onda che terge dall' antica macchia
Fia sparsa in breve... Un sacro
Terror m' investe !
Nea. Di terror che parli?
Quei che t'apre le braccia, ostia di pace
S' offerse, e pace ei piove
NelT alme in cui discende.
Pol. Io ti* ho ben d' uopo!
Da procellosi affetti
È sconvolta la mia.
Nea. Poliuto !
Pol. Velen di gelosia
Mi rode il cor!...
Nea. Fia vero !...
Pol. Dir la parola, intendere il pensiero
Mal può di quanto amor la mia consorte
Amava... ed amo... Di tristezza ingombra
Talor la vidi, e tacito le guance
Solcarle amaro pianto: a lei ne chiesi;
Con labbro incerto mendicò ragioni,
Che fur pretesti, ed a' sospiri il varco
Negò... ma tardi. Ahi! quando
Giace nel sonno, ed io co' miei sospetti
Veglio, gemer la sento, e tronchi detti
Parlar d'amore!... A Callistene apersi
Il mio pensier geloso, e d' un rivaie
Anch' ei sospetta.
Nea. Chi nomasti!... Ah! taci.
PRIMO 9
Dubbio tremendo fomentar!... Ministro
D' un cullo iniquo, ben costui le parti
Tutte ne adempie! - Di virtù severa
Speglio è la tua consorte, e corpo all'ombra
Tu dai. Calmati... cessa.
Il momento s' appressa,
Il momento solenne!
A Dio ti volgi, e quel soccorso implora,
Che invan giammai non fu richiesto.
Pol. Io piego
La fronte nella polve... e gemo... e prego.
D' un' alma troppo fervida
Tempra, buon Dio, gli affetti...
Tu che lo puoi, tu dissipa
Gli orrendi miei sospetti...
Nel combattuto core
Discenda il tuo favore,
Né più lo scuota un palpito
Che indegno sia di te.
Nea. Vieni, e ti guidi un angelo
Del SUO delubro a piè. (entrano)
SCENA IH.
Paolina.
Ove m' inoltro? Qual tremendo speco!...
Ah! vano il mio sospetto
Non fu! Qui certo han loco
I sanguinosi altari ,
E le vietate orribili adunanze
Di lor , che Dio si fero un uom. Lo sposo
Anch' egli dunque? 0 morte,
Rapito m' hai Y amante, ora il consorte
Bieca sogguardi!,.. Gente s'appressa!...
(si cela dietro un sasso)
V Olinto 2
10
ATTO
SCENA IV.
Nearco, seguito da un drappello di Cristiani e detta.
Nea. Udiste !
Fin che si compia il rito
Cauti vegliate della rupe il varco.
In voi m'affido.
Cri. Non temer. (escono)
Pao. NearCO ? (avanzandosi)
Nea. Qual voce!... Che! traveggo!...
Donna , tu qui ?
Pao. Siili' orme
Di Poliuto trassi. Ornai più notti
Son, che le piume abbandonar furtivo
Lo scorsi: un dubbio, un fero dubbio è sorto
Nel mio pensier... La santa
Religion degli avi
Osato avria disdir?
Nea. T apponi al vero.
Pao. Numi !
Nea. Fatai mistero
Tu penetrasti ! - Una recente legge
Non più d9 esilio ) ma di pronta morte
I neòfiti coglie!
La tua virtù fia pegno
Del tuo silenzio, ed il periglio estremo .
Di Poliuto!... Andar m'è d'uopo. (rientra)
Pao. Io tremo!
ALCUNE VOCI DALLO SPECO.
Infiamma quesl' alma, o spirto di Dio ,
Che piena di speme a te ricovrò:
E il premio le serba che avanza il desio,
Che il figlio celeste col sangue merco.
PREGHIERA GENERALE.
Signor, le tue leggi prostrati adoriamo.
Le sante tue leggi di pace, d'amor.
PRIMO li
Per noi, per le spose, pei figli preghiamo,
Pe' nostri nemici preghiamo, Signor.
Pao. Un turbamento arcano
Io provo!... Al cor mi scende
Quella preghiera! È forza,
É forza ch'io m' atterri L. - 0 che mai sento!
Fin pe' nemici lor! Divino accento!
Di quai soavi lagrime
Aspersa è la mia gota!...
Qual mi ricerca 1- anima
Dolce potenza ignota!...
Somiglia una speranza.,.
1/ umana gioia avanza...
Par che dal ciglio infranto
Mi cada un fosco vel !...
Par che il devoto canto
Ritrovi un eco in ciel ! -
SGENA V-
Poliufto, Hearco, quindi gli altri Cristiani.
Nea. Mira...
Pol. Donna !...
Pao. 0 sposo mio...
Di'... rispondi... Abbandonasti
Il tuo culto?
Pol. Un vero Dio
Me raccolse,
Pao. Ed obbliasti
Qual rigor...
Pol. Noi temo.
(odesi lieta musica guerriera: i Cristiani ricompariscono)
Alcuni cri. Echeggia
Lunge ancora un suon giulivo!
Gli altri Sorse 1' alba... Si festeggia
Del Proconsole Y arrivo.
12 ATTO
Ne a. A noi tutti sulla chioma
Pende il ferro già snudato:
Delle folgori di Roma
Qui Severo giunge armato.
Pao. Ah!... Severo!... E combattendo
Ei sul campo non morì ?
Nea. Egli vive.
Pao. (CielL. che intendo!...)
Ma la fama?...
Nea. Il ver mentì!
PaO. (l su01 occhi sfavillano della più viva gioia j ma volgendosi
a Poliuto cerca reprimersi)
(Perchè di stolto giubilo
Mi balzi, o cor, nel petto?...
Vive V amato oggetto,
Ma spento egli è per me !
Condanna questi palpiti
Il mio dover... la sorte...
Il palpito di morte
Meglio &' addice a te.)
Cri. Sfidar saprem la morte,
Eterno Iddio, per le.
SGENA VI.
Magnifica piazza di Mitilene; da un Iato vestibolo del tempio di Giove
dall'altro la soglia del palagio municipale.
La scena si riempie di Popolo, quindi comparisce Severo
preceduto dalle sue legioni.
Coro Plausi all'inclito Severo,
Lauri eterni alla sua chioma,
Egli è vita delT impero,
Scudo e brando egli è di Roma;
Saggio in pace, e prode in guerra,
Fra i mortali un Dio sembrò:
Ed ogni eco della terra
Del suo nome rimbombò!
PRIMO 13
Sev. Decio a signor del mondo ,
Popolo Armeno, a le m'invia: felice
Egli li brama, ed a tal uopo ingiunto
M'ha d'estirpar l'iniqua
Sacrilega genia ribelle ai numi ,
Che s'annida fra voi, come Ira i fiori
Malvagia serpe. (In breve
Ti rivedrò, mia speme!... Il sen mi scuole
Un palpitar frequente!...
La tua dolce presenza il cor già sente!
Di tua bellade immagine
È questo sol ch'io miro;
Piena è di te quest'aura,
Piena del tuo respiro...
Ah ! tutto in queste arene
Parla contento e amor!
Celeste Iddio propizio
Chiuse la mia ferita,
Pur da te lunge, ahi misero!
Io non sentia la vita...
Dappresso a te, mio bene,
Saprò che vivo ancor !)
SGENA VII.
Cailistene, Felice, Politilo, Sacerdoti, Magistrati e detti.
Come fausta è a noi }' aurora
Che in Armenia te conduce ,
A' tuoi voti Giove ognora
Fausto arrida, invitto duce.
Grato appien !... (scorge Felice)
Sei tu?... M' abbraccia, -
E la figlia?
(Ciel !... che mai ,
Che dir posso?... il cor s'agghiaccia!..)
Non rispondi !
Cal.
Sev.
Fel.
Sev.
14 ATTO PRIMO
Fel. La Vedrai... (con sommo turbamento)
Sev. Ella forse ?...
Fel. Al tuo cospetto
Mira intanto il suo consorte.
Sev. Il Consorte!... (come tocco dal fulmine)
Pol. (Qual sospetto!...)
Fel. (Oh momento!...)
Sev. (Oh colpo!...)
Gal. (Oh sorte!)
Sev. (Non deliro?... altrui porgesti,
Donna rea, la mano, il cor?...)
Fel. (Freme!...)
Sev. (0 cruda, e lo potesti?...)
Pol. (Si coverse di pallor.)
Sev. (No, Tacciar non fu spietato
Che spargeva il sangue mio,
Ma il destino avverso e rio,
Che la vita mi serbò !
Ah! gioisci, o core ingrato,
Gel di morte in sen mi piomba...
Questo avanzo della tomba
Alla tomba io renderò.)
Gal. (La vendetta che giurai,
Donna ingrata, compirò.)
Fel. (Ah ! per me del giorno i rai
Densa nube circondò!)
Pol. (Fredda mano il cor m'afferra!
Luce orrenda balenò (...)
Coro Ei fu grande in pace e in guerra;
Fra i mortali un Dio sembrò!
(Severo entra nel palagio municipale; tutti lo seguono)
FINE DELL'ATTO PRIMO.
ATTO SECONDO
11 Neóflio
SCENA PRIMA.
Atrio nelle case di Felice, in fondo deliziosi giardini.
Severo e Caliistene.
Gal. Inoltra il piè. Ne' lari
Siam di Felice: ov' egli assente or fosse
A te dirà la figlia:
L' atrio varcar tu la vedrai , che 1' ora
È questa in cui si tragge
A' suoi penati.
Sev. Oh! dimmi...
Cal. Parla.
Sev. Quai giorni dello sposo accanto
Mena costei l
Gal. Nel pianto
Solinga vive. II padre
A me svelò ch? ella d' amor sul Tebro
Ardea... ma nella tomba
Scese I oggetto sospirato.,. E forse
D' Imene al tempio suo malgrado spinta
Fu dal paterno cenno.
Sev. (Qual benda egli mi strappa! .. Oh ciel!...)
Gal. Ma denno
Fra poco arder gì' incensi al re de5 Numi.
Uopo è rilrarmi all' ara: ivi t5 aspetto.
(Compiasi Y opra.) (parte)
16 ATTO
Sev. Sventurata è dunque!
Sventurata, non rea!... Qualcun s'appressa!
Gelo, ed avampo!... non m'inganno, è dessa!
SGENA IL
Paolina e detto.
Sev. Donna...
Pao. Che!... Possenti numi!...
Tu, tu stesso!... Ah! non seguirmi...
Sev. Odi... arresta... Invan presumi,
Dispietata, invan fuggirmi...
Varca il centro della terra,
Scendi al regno della morte,
Io ti seguo.
Pao. (Eterna guerra
Mi farai, tremenda sorte!...)
Sev. Tremi!
Pao. (Un gel mi sta sul core!...)
Sev. Io li veggo impallidir!
Un oggetto di terrore
Son per te?
Pao. (Vorrei morir!)
Sev. Il più lieto dei vivenli
Fui giungendo in queste arene!
Un olimpo di contenti
Io sperai dal nostro imene!...
La mia gioia è volta in pianto...
Gronda sangue il core infranto...
Fu delirio la sua speme!
D' egra mente un sogno fu!
Pao. (Ei non vegga il pianto mio,
Le mie smanie non intenda...
Se pietoso in ciel v' è un Dio,
Da me stessa mi difenda.
Tutto, ah! tutto il primo ardore
SECONDO 17
Si ridesta nel mio core...
Io son donna, ed ha pur troppo
Un confine la virtù!)
Ahi, chi ti guida, incauto?
Sev. Mei chiedi? l'amor mio.
Pao. Entrambi slam colpevoli,
Tu se prosegui , ed io
Se più t' ascolto. Involati...
Esci...
Sev. E potrei lasciarti?
Pao. Lo devi.
Sev. Oh! cruda!
Pao. Un ultimo
Addio ricevi , e parti.
Sev. Ultimo!
Pao. Sì.
Sev. Ne spargere
T'odo un sospiri No, mai,
Mai non mi amasti !...
PaO. (co,z trasporto inconsiderato) E leggere
Mi puoi neir alma ? e sai
Qual rio contrasto?... (Ahi misera!
Che parlo!...)
Sev. Il vero intendo!...
Tu m'ami ancora? Oh! dimmelo...
Pao. (Strazio di morte orrendo!)
Sev. Mira, lo chieggo in lagrime...
Pao. Ah! cessa...
Sev. Ed al tuo piè.
(Politilo e Callistene traversano la scena in fondo)
Pao. Quest' alma è troppo debole
In così rio cimento !...
Fuggi... noi sai che perdere
Mi puote un sol momento?
Ah! d' un rimorso orribile
Non far eh' io sparga il pianto...
Lasciami, o crudo, gemere,
ATTO
Ma di dolor soltanto...
Pura j innocente lasciami
Spirar lontan da te.
No, vivi, esulta, o barbara,
Del tuo consorte a fianco...
Disperdi , obblia d' un misero
11 sovvenir pur anco...
Non io, non io dimentico
Sarò di te giammai:
Fin che resta un palpito
In questo cor vivrai...
Sepolto, ignoto cenere
Avvamperò per te.
(parie disperato j Paolina si ritira)
SCENA III.
Politilo*
Veleno è l'aura eh' io respiro!... - L'indegna
Ella invitava il traditore... Non mente
No, Callistene... Io stesso, io vidi! E un brando,
Un pugnai non avea!... -
Ma trema, o coppia rea...
Fu macchiato 1' onor mio!...
Necessaria è la vendetta...
Spargerà di sangue un rivo
La mia destra punitrice...
Sul codardo semivivo
Ferir vo' la traditrice.
E strappargli il cor dal petto,
II perverso, infido cor.
Ah! 1 amai d' immenso affetto!...
Ora è immenso il mio furor!
Sev.
SECONDO
SCENA IV.
Un Cristiano e detto.
Signor ?... (nella massima agitazione)
Che vuoi ?
Nearco...
Ebben ?
Di ceppi carco •
Fu strascinato...
Ahi! dove?
Mi -trema il cor !...
Di Giove
Al tempio.
Eterno Iddio...
Che sento!
In gran periglio
Stanno i fratelli. {parte rapidamente)
Ed io!
(resta un momento assorto ne3 suoi pensieri, quindi si
riscuote ad un tratto)
Cessa fatai consiglio
Dell' ira... Il ciel mi schiude
La via che tragge a sè !...
M'infiamma una virtude
Che pria non era in me !...
Sfolgorò divino raggio,
Da' miei lumi è tolto un velo...
Voce santa come il cieio !
Di perdono a me parlò !
Obbliato è già l'oltràggio,
Più vendetta il cor non chiede...
Dio quest'anima mi diede,
Pura a Dio la renderò. (parte)
'20
ATTO
SCENA V.
Tempio di Giove; nel mezzo gran simulacro del Nume,
innanzi al quale un'ara ardente.
Callisftene, Severo, Felice, Paolina, Sacerdoti
e Popolo Armeno.
SàC. {}n tuono di fanatico zelo)
Celeste un'aura
Del tempio move ,
AI sacrifizio
Presiede Giove ,
Che il giusto premia ,
E Tempio atterra,
Che può dai cardini
Scuoter la terra ,
Le stelle innumeri
Strappar al ciel !
Pop. Ver noi propizio
Abbassa i lumi
Rettor del fulmine,
Primier de' numi :
Tu dell'Armenia
Veglia su i fati ,
Qual padre tenero
Sui figli amati :
Proleggi un popolo
A te fedel.
Gal. (gettando nuovi incensi sull'ara)
La tua possanza colga gli audaci
D' un falso Nume stolti seguaci.
Sac. Sia maledetto chi reca insulto
Del gran Tonante al sacro culto.
Muoia deserto, e fra tormenti,
Gli sia negata la tomba ancor.
SECONDO 21
La polve iniqua sperdono i venti...
Di lui non resti che infamia e onor.
Cal. Magistrati, guerrieri,
Popolo, è surto alfìn delle celesti
Vendette il giorno, io 1' affrettai , chiamando
L'armi di Roma. Tribunal migliore,
A difendere il tempio,
Non v' ha del tempio istesso.
Pop. È ver.
(ad un cenno di Callislene si avanza Nearco)
SGENA YL
Hearco fra le guardie e detti.
Gal. Quesl' empio
Nemico è degli Dei: securo avviso
Ebbi che aggiunse, nella scorsa notte,
Uno a tanti seguaci
Del suo vietato culto.
Quel reo di morte, eh' ei discopra imponi.
(a Severo)
Sev. L' accusa udisti ?
Nea. E la confermo.
Sac. Estrema
Baldanza !
Pao. (Il cor mi trema!..)
Sev. Il neòfito appella.
Nea. Io?
Sev. Sì: lo ingiungo
A nome di colui che tempra i fati
Dell5 impero latino/
Nea. Ed io potrei
Tradire un mio fratello?
Bruttar di tanto eccesso
Potrei quest'alma?... Inorridisco !- Il sangue
Chiedimi , il sangue mio...
L' anima no , che V anima è di Dio.
2-2 ATTO
Sev. Ti può quel reo silenzio
Costar tremende pene!
Sac. Ornai favella.
Pao. (Un brivido
Ricerca le mie vene!...)
(Un momento di pausa: Nearco persiste nel silenzio)
Sev. Entro il più nero carcere
L'indegno strascinate,
E fra tormenti orribili
Discopra il ver.
(le guardie circondano Nearco j che muove
intrepido per uscire)
SCENA VII.
Poliuto e detti.
Pol. Fermate.
Pao. (Oh numi !...)
Pol. Quel neòfito
Da voi richiesto...
Gli ALTRI (tranne Pao. e Nea.) Ebben ?
Pol. Son io.
Gal. Fel. Tu stesso!
Sac. Ah perfido!...
Sev. Egli!...
Pao. Ho la morte in sen!..,
Sev., Gal., Fel., Sac. e Pop.
La sacrilega parola
Nel delubrio ancor rimbomba,
Ed il giorno non s'invola?
E la folgore non piomba?
Troncherà supplizio infame! (« Poi)
Di tua vita il nero stame!
Pena eterna fra gli estinti
È serbata, iniquo, a te!
SECONDO 23
(Qual preghiera ornai disciolgo?
Tutti irati son gli Dei !...
Nazareno, a te mi volgo;
S'egli è ver che nume sei;
Tu soccorri al mio consorte,
Tu lo scampa dalla morte...
E gridar ni' udrà la terra
Che altro Dio non v' ha per me.)
(Dell'iniqua, del protervo
No, la vista io non sostengo!...
Dio, proteggi 1' umil servo...
A morir per te qui vengo,
Ma gli affetti della terra
Sorgon feri a nuova guerra!...
Questo ardor che il sen m'infiamma
Tutto ardor del ciel non è!)
Non compiango la tua sorte,
Ma V invidio \ la desio.
Sulla terra oltraggi e morte,
Gloria e vita in grembo a Dio!
La tua lingua, ed il tuo core
Porgan laudi al Creatore...
Già de' martiri la palma
S'apparecchia in ciel per tei
Alla morte lo serbate.
(le guardie si avanzano per impadronirsi
di Po liuto)
No , crudeli...
E che pretendi !
S' obbedisca.
V arrestate...
Padre, ah! padre lo difendi.
Egli è reo.
Callìstene) Deh! tll...
(non potendo vincere la sua ripugnanza) *
Non trovo
La parola... forza ignota
24 ATTO
Mi respinge! - Il duol ch'io provo...
La mia smania il cor ti scuota...
(a Severo prostrandosi)
Sev. Che!... gemente a' piedi miei!...
Pao. Qui morrò, se a me tu nieghi
La sua vita.,.
Sev. Ed io potrei?...
Pol. Tu, per me, costui tu preghi!
Empia! {prorompendo)
Pao. Sposo!...
Pol. Il fui.
Pao. Qual detto!...
Pol. Sciolgo, esecro il rio legame,
Onde un giorno a te mi ha stretto
Questo Dio bugiardo, infame...
(rovesciando V ara)
Le tue colpe un Dio verace,
Scellerata, punirà!
Sao. Alle fiere il reo, V audace...
Pao. Innocente io son...
(neW estrema disperazione s e volendo gettarsi fra le
braccia di Poliuto)
POL. Tu?... Va... (respingendola)
Morire in pace mi lascia ornai...
Solo rimembra quanto t'amai...
Nel ciel, che m'apre un Dio clemente,
Mi fìa d' ogn' altra gioia maggior.
L'esser diviso eternamente
Da te, macchiata d'impuro amor.
PaO. {traila di senso)
No, gl'infelici non hanno un Dio!...
È solo mia colpa il destin mio!...
Se alcun di voi pietà conosce,
Mi vibri un ferro in mezzo al cor,,.
A me la vita fra tante angosce
Di cento morti saria peggior.
SECONDO 25
Sev. (Sparger quel sangue m' è d' uopo in breve. .
Ella abborrirmi, fuggir mi deve!
É ognor funesto, non cangia tempre
Il mio destino persecutori...
Me sventurato! Son io per sempre
Morto alla speme, morto all'amor!)
Sac. Sia maledetto chi reca insulto
Del gran Tonante al sacro culto:
Muoia deserto e fra tormenti;
Gli sia negata la tomba ancor.
La polve iniqua sperdano i venti...
Di lui non resti che infamia e orror.
Fel. Fra queste braccia ricovra, o figlia...
A te rimane un padre ancor.
Nea. Tu quella mente gran Dio consiglia,
Tu di costanza arma quel cor.
(Poliuto e JSearco partono fra le guardie : intanto
Felice tragge seco a vìva forza la figlia)
FINE DELL' ATTO SECONDO.
ATTO TERZO
11 Martirio.
SCENA PRIMA.
Bosco sacro: muro in fondo che lo divide dalla città:
da un Iato parte del tempio di Giove.
Odonsi da lontano confuse voci popolari.
Vieni, vieni... Al circo andiamo...
Stringe il tempo!... - Su, corriamo...
Di tai mostri sgombro il mondo,
Vendicato il ciel sarà!...
Oh! spettacolo giocondo!...
Sangue a rivi scorrerà!...
SCENA IL
Giungono Sacerdoti da parti diverse, quai persone
chiamate ad un convegno, indi Callistene.
Sac. Ecco il sommo Pontefice.
Gal, S' avanza
L'ora solenne del supplizio, ed una
La vittima non fia !
Sac. Come?
Gal. L* esempio
Di Poliuto altri seguir, cui morte
Pel nuovo Dio non atterrisce.
Sac. Oh stolli!
Gal. Il suo dolore, e F onta,
Nel domestico tetto ,
ATTO TERZO
TI
Felice asconde.., ma la figlia corse
Del proconsole a pie !
Sac.
Dubiti forse
Che il pianto femminil pietà ritrovi
Neil' alma di Severo? %
Gal.
É debil sempre
Alma schiava d'amor. - Cauti nel volgo
Disseminarci fia prudenza, e viva
Tener la brama, che già ferve in esso,
Dell' imminente strage, onde prorompa,
Se vien deluso , in tutto il suo tremendo
Furor. La plebe un'arme
Vana è per sè, ma quando
La tratta il saggio, è formidabil brando!
Alimento alla fiamma si porga,
Tal che incendio vorace ne sorga;
Il poter degli altari che langue
Col terrore afforziamo e col sangue:
Ed agli occhi del mondo insensato
L'util nostro, util sembri del ciel.
Sic. Ben t'avvisi! all'intento bramato
La vendetta de' numi sia vel. (partono)
Donna!... - Malvagio!... - {ridesta) Vision gradila!...
Bella , e di sol vestita ,
Qual puro incenso dagli altari , al cielo
Salia la sposa, e il ciel schiudeasi, e voce
N' uscia soave: alla virtude onore!
Ed innocente ella saria? Chi giunge!
SCENA III.
Prigione del Circo.
Poliuto immerso nel sonno.
28
ATTO
SCENA IV.
Paolina e detto.
Pio. La tua sposa infelice,
Ma non rea di spergiuro... Ah! son contati
GÌ' istanti !... Odimi. - È vero,
Prima d'esser consorte amai Severo,
Lo piansi estinto... dalla tomba uscito
Egli a me riede: usbergo
Ebbi virtù nel periglioso incontro...
Pugnai , ma vinsi.
Pori. E fra' paterni lari
Noi trasse un cenno tuo?
Pao. Che parli! Ah! d'onde
Sì rio sospetto ?
Pol. Callistene...
Pao. Or basti.
Tal nome pronunciasti
Che ricorda ogni colpa!
D' esecrabil fiamma
Arde colui... per la tua sposa!
Pol. Oh cielo !
Creder poss' io tanta perfidia?...
Pao. Il giuro...
E qual nume tu vuoi del giuramento
Vindice al par, che testimone imploro.
Pol. nella più viva commozione: ricorre al suo pensiero quanto
gli apparve in sonno, cade in ginocchio, ed inondato di
lagrime, e non potendo formar parole, alza le mani al
cielo come in rendimento di grazie, quindi sorge ed ab~
braccia Paolina)
Questo pianto favelli!... - Or pago io moro!
Pao. Tu non morrai.
Pol. Che dici !...
Pao. Le provocate , ultrici
Folgori , ancor sospende
TERZO 29
Chi può. Riedi all'antico, al vilipeso
Culto de' numi, e la tua vita è salva.
Pol. Ma l'anima perduta!
Pao. 0 sposo mio...
Pol. Taci...
Pao. No...
Pol. Vanne...
Pao. A5 piedi tuoi son io...
Ah! fuggi da morte orribil cotanto...
All'alma ti giunga l'acerbo mio pianto...
Lo sparge la piena d'immenso dolore...
È pianto d'un core - squarciato per te.
Pol. Lasciando la terra il giusto non muore;
Nel cielo rinasce a vita migliore. -
Ma cessa... ma tergi l'amaro tuo pianto...
Quel duolo soltanto - è morte per me.
Pao. T' arrendi...
Pol. Noi deggio...
Pao. Pietà d' un affanno
Che m' apre 1' avello...
(Poliuto cerca nascondere la sua commozione)
Non torcere il viso...
Mi dona i tuoi giorni, e tutti saranno,
In grembo all'amore, di gioia un sorriso.
Pol. È lampo fugace la gioia mortale,
Ma sede l'Empirò d'eterna esultanza.
Pao. Pensasti agli orrori del punto fatale?
Pol. Iddio con la fede ci dà la costanza.
(Paolina è vivamente colpita dallo zelo di Poliuto)
Pao. Coraggio inaudito! - Un fulgido lume
Sul ciglio mi striscia e l'ombre dirada!...
Spirarti que' sensi non puote che un Nume!...
Lo credo... lo adoro... - Al circo si vada.
Pol. Che parli!... Oseresti?...
Pao. Sfidar la tua sorte.
Pol. Un orrido gelo mi piomba sul core!...
A sposo che t'ama puoi chieder la morte?...
30 ATTO
Pao. Il giusto rinasce a vita migliore.
Pol. La terra i suoi beni ancora t' appresta.
Pio. È sede 1' Empirò d' eterna esultanza.
Pol. Non temi lo strazio dell'ora funesta?
Pao. Iddio con la fede ci dà la costanza.
Pol. Fia vero!... La grazia nell'alma ti scende!...
(la pone in ginocchio, ed alzando gli occhi al cielo, stende
la destra sul capo di lei in atto solenne)
La via di salute fu schiusa per te.
(la rialza, e cadono uno fra le braccia dell'altro)
Insieme si muoia... Un premio ne attende
Là dove possanza di tempo non è !
Ct 2 (r#piti in estasi divina)
Il suon dell'arpe angeliche
Intorno a me già sento!...
La luce io veggo splendere
Di cento soli e cento !...
Di me non ho che l'anima!.,.
Già son del Nume a pie !...
Eternamente vivere
M' è dato in ciel con te!
SCENA ULTIMA.
Si aprono le porte : vedesi l1 anfiteatro rigurgitante d' im-
menso popolo. — Severo, Callistene, altri Sacer-
doti, ed alcune Guardie entrano nella prigione.
Pol. Alle fiere chi oltraggia gli Dei!...
Sia punito l'orrendo misfatto...
Set. Fra la vita e la morte ancor sei. (« Poliuto)-
Scegli.
Pol. Morte.
Sev. Alle belve sia dato. (alle suardi(:)
Pao. Io lo seguo : meritata ho la pena...
Del suo Nume la fede abbracciai.
Sev.Cal.Sac.Tu! (con immensa sorpresa)
TERZO 31
Pao. Lo giuro.
Sac. All'arena, all'arena...
Cal. Ella IDOra. (mal frenando la sua gioia infernale)
Sev. No, crudi, giammai...
Cal. A difender gli altari venisti ;
0 le colpe?
Sev. Un istante concedi !...
Ah! ti cangia... se ancora persisti (a Pao')
Guai!...
Pao. Non cangio.
Gal. Proconsole!
Sev. Oh! cedi...
No, d'amor non favello gli accenti,
Non domando che vivi per me...
Tu sei figlia... del padre sovvienti...
Ah! se muori, egli muore con tei...
Pao. A pregar vado in cielo per lui.
Cal. Più s' indugia ?
Sev. Tu dunque?...
Pao. (accennando Cal.)
Abborrisco, ed esecro, detesto
1 suoi Numi.
Cal. Empia donna !...
Sac. Che orrori...
Pol. 0 mia sposa !...
Sev. Qual giorno funesto!...
Sac. Nè gettala alle belve fu ancor ?
(le guardie circondano Paolina e Po liuto)
Sev. (nell'estrema disperazione)
Giove crudel , famelico
Di sangue e di vendetta,
Ancor vi son colpevoli...
Punirli a te s' aspetta...
La donna rea , sacrilega
Adoro più di le...
Se giusto sei, la folgore
Vibra dal ciel su me.
32 ATTO TERZO
Pao., Pol. Il suon dell' arpe angeliche
Intorno a me già sento !...
La luce io veggo splendere
Di cento soli e cento!...
Di me non ho che l'anima!...
Già son del Nume a piè !...
Eternamente vivere
Mi è dato in ciel con te!
Cal. (Tu vero nume ed unico.
Vendetta , sei per me !)
Pop. (con gl'ida ferocissime)
A morte, a morte, o perfidi...
Il vostro Dio dov' è ?
CRISTIANI (cne odorisi dalle prigioni contigue)
Signore, a te sia gloria!
Lieti moriam per te!
Cal. (protendendo la mano in atto di maledizione verso Poliuto e
Paolina mentre son condotti al supplizio)
Su voi perversi, cada
L'infamia!
Sev. Ed io vivrò?
Pao., Pol. Ah trionfar si vada !
Cal. (Oh gioia!...)
Sev. Morte!
(snuda il brando per trucidarsi)
Guardie Ah!... no...
(disarmandolo. Intanto si abbassa la tela)
FINE,
ELENCO DEI LIBRETTI D'OPERE TEATRALI
PUBBLICATI DÀ F« LUCCA»
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pAdriana Lecouvreur
pAidea
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Anna Bolena
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Chi dura vince
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NB. Quegli segnati
Il Barbiere di Siviglia
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I Puritani e i Cavalieri
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col (p) sono di proprietà
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